EUSEBIA Fior de stornello / tre anni semo stati a raccontallo / e solo mo’ te sento mi’ fratello.
ROSETTA Fiore spezzato / l’angelo de’ Castello se n’è ito / però la spada ‘n core m’ha lasciato.
RUGANTINO Fior d’aria pura / guardame Rose’, guardame ancora / io moro pe’ fa’ l’omo e c’ho paura.
-“Rugantino”, Garinei & Giovannini, scena finale
“Castel Sant’Angelo ha una lunga storia. Concepito come mausoleo per l’imperatore Adriano, ma completato dopo la sua morte, ha avuto anche altri usi: fortezza, prigione, rifugio papale, caserma, palazzo per feste e addirittura ambientazione per la celebre opera Tosca. Come il Mausoleo di Augusto, dall’altra parte del Tevere, anche il Mausoleo di Adriano (64m di diametro) era coronato da alberi e da una grande statua dell’imperatore oppure, secondo alcune fonti, da una quadriga. Durante il VI secolo papa Gregorio Magno decise di chiedere l’intercessione divina per la città decimata dalla peste. Avrebbe visto sopra il mausoleo l’arcangelo Michele che rinfoderava la spada, chiaro segno della fine della peste. Da qui il nuovo nome e in cima al monumento fu posta la statua dell’arcangelo, realizzata in pietra da Raffaele da Montelupo, oggi nel cortilerisalente, sostituita da quella in bronzo risalente 1753.” (fonte: Guida Traveller National Geographic ROMA)
Ci sono arrivata la prima volta per caso. Camminavo senza sapere dove andare, attraverso un ponte, alzo gli occhi e San Michele Arcangelo mi stava guardando. Penso alla Tosca, penso all’esecuzione di Rugantino, penso alla magia che regna sotto il Castello, alla magia ancora diversa di vedermelo sfrecciare davanti agli occhi passandogli accanto in scooter. Un posto che sembra sospeso, senza tempo. Da quella prima volta, quando arrivo a Roma, un saluto anche solo da lontano al mio caro Michele è d’obbligo…
Lungotevere Castello - Bus: 23, 34, 40, 49, 87, 280, 492, 926, 982, 990. Ma arrivarci a piedi è più facile!