“Sono discordanti le versioni degli storici sulle origini del colle del Pincio, che non fa parte dei sette colli di Roma. Forse era il luogo di una residenza imperiale, oppure il sepolcro di Nerone o ancora una zona residenziale suburbana abitata dalle famiglie patrizie dell’antica Roma, tra cui i Pinci, dai quali prende il nome. Al principio del XIX secolo, durante il breve periodo di amministrazione francese (1800-1815), la zona fu trasformata in passeggiata e parco meraviglioso, definito il Bois de Boulogne di Roma, di cui hanno scritto profusamente Stendhal e Henry James. La passeggiata è decorata dai busti di patrioti italiani aggiunti nei decenni successivi per volere del repubblicano Giuseppe Mazzini.” (fonte: Guida Traveller National Geographic - ROMA)
La mia prima salita sul Pincio, uno dei punti più romantici di Roma, è stata da sola, col fiatone asmatico e una botta di fame leggendaria. Ero in giro da ore, a totale digiuno e in solitudine di attesa. Ma il tramonto dalla terrazza del Pincio è una delle cose assolutamente da fare almeno una volta nella vita, e l’ho fatta perché era il momento giusto. Fame, fiatone, senso dell’abbandono…è sparito tutto in un secondo. Non puoi non amare Roma da lassù.
MetroA: Flaminio. Più tantissime scale…!